Calcoli renali nel gatto: cause, sintomi, razze a rischio e cura

Calcoli renali nel gatto: cause, sintomi, razze a rischio e cura

L’urina è composta da una molteplicità di sostanze organiche ed inorganiche, in equilibrio tra loro. Quando questo equilibrio chimico viene a mancare è possibile che si formino i cosiddetti calcoli, che nel gatto sono solitamente appartenenti alla tipologia struvite.

Se i sali minerali si accumulano nelle urine non riuscendo a sciogliersi, formano dei microcristalli unendosi.

Con il tempo questi cristalli si ingrandiscono trasformandosi in veri e propri sassolini, i calcoli, che finiscono nelle vie urinarie.

Le cause dei calcoli renali

La causa della formazioni dei calcoli è da ricercarsi nel pH alcalino delle urine. Il pH varia ad esempio a seguito di infezioni batteriche (poco frequenti nei gatti) o dopo i pasti.

I calcoli da ossalato di calcio invece si presentano quando la concentrazione di calcio nelle urine è troppo elevata. Questa eventualità è una possibile conseguenza di disfunzioni tiroidee, eccesso di vitamina D, calcio o fosfato nel sangue.

Le razze dei gatti a rischio

Gli animali più a rischio sono quelli che vivono in appartamento, perché la vita sedentaria induce una minor frequenza nella minzione. Inoltre, i gatti sterilizzati sono più a rischio di quelli interi.
La struvite si manifesta principalmente tra i 2 ed i 6 anni dell’animale, e comunque più di frequente tra i giovani adulti, femmine comprese.

I gatti anziani soffrono maggiormente di calcoli da struvite, soprattutto se maschi. Tra le razze, sono particolarmente esposti i gatti Persiani ed i Sacri di Birmania.

Come riconoscere i calcoli nel gatto?

I segnali indicativi della presenza di calcoli renali nel micio sono principalmente due:

  • Le chiazze di urina rosata che il gatto lascia in giro per casa emanano un forte odore di ammoniaca;
  • L’animale tende a leccarsi i genitali, e miagola lamentandosi durante la minzione.

Quali sono le conseguenze dei calcoli?

Se il calcolo arriva a ostruire l’uretra, il gatto maschio non riesce a urinare, ed è possibile arrivare alla rottura della vescica o a un danno renale importante. Spesso a causa dell’insufficienza renale dovuta ai calcoli, l’animale può andare in coma uremico, a causa delle tossine che finiscono in circolo nel sangue ed arrivano così al cervello.

Cura dei calcoli

In presenza di una ostruzione, la prima cosa da fare è rimuovere i calcoli. Solo in questo modo l’urina potrà defluire e l’animale provare sollievo. Il veterinario inserirà un catetere nell’uretra, spingendo indietro nella vescica il calcolo che ostruisce. Svuotandosi, la vescica si sgonfierà e non andrà a far pressione sul rene, evitando il rischio di insufficienza renale acuta e mortale. Nel caso i calcoli siano di dimensioni importanti, sarà necessario un intervento chirurgico.

In seguito il gatto dovrà seguire una dieta scrupolosa, per evitare che il problema si ripresenti.

La dieta curativa

Se non c’è ostruzione, spesso una dieta seguita scrupolosamente è sufficiente a far “sciogliere” i calcoli. I tempi necessari sono lunghi (si parla di mesi), e la dieta va continuata anche quando la situazione è risolta.

Non potendo eliminare dai pasti la carne (che predispone alla struvite), è utile introdurre  il magnesio, che previene la formazione dei calcoli.

E’ consigliabile frazionare i pasti in tante piccole dosi, in modo che l’animale sia portato a bere e urinare più spesso.

Scegliamo inoltre cibi facilmente digeribili e teniamo sempre a disposizione del gatto ciotole di acqua fresca e pulita che lo invitino a idratarsi costantemente e tanta frutta e verdura.

Alla dieta viene affiancata una terapia farmacologica, con antinfiammatori e se necessario anche antibiotici.