La rabbia nel cane: sintomi e cure

La rabbia nel cane: sintomi e cure

Il virus responsabile della rabbia appartiene alla famiglia delle Rhabdoviridae, ed è caratterizzato da una forma ad ovulo simile a quella di una pallottola.

Si tratta di un virus mortale, che colpisce il sistema nervoso del mammifero infetto e viene poi trasmesso attraverso la saliva, ancor prima che l’animale malato abbia manifestato i sintomi della malattia.

Sono soggetti a questo virus tutti i mammiferi, specie i carnivori, quindi anche l’essere umano, a seguito di morso o leccatura da parte di un animale malato, mentre ne sono immuni uccelli, rettili e pesci.

In Europa questa malattia colpisce prevalentemente la volpe rossa, ma anche tassi o altri animali selvatici si ammalano relativamente di frequente. Tra gli animali domestici al primo posto per casi di rabbia troviamo il cane, seguito da gatto, furetto e bovini in genere.

Tra il momento dell’infezione e quello del manifestarsi dei primi sintomi e segni possono trascorrere giorni, settimane o anche mesi.

Come capire se un cane ha la rabbia?

L’aspetto più evidente e più facilmente riconoscibile è una variazione significativa del loro comportamento. Quando la rabbia colpisce un animale selvatico, naturalmente portato ad evitare il contatto con gli umani, ecco che improvvisamente si lascerà avvicinare o addirittura toccare; è il caso di volpi o tassi.

Al contrario, animali normalmente amichevoli e predisposti al contatto con l’uomo, come potrebbe essere in primis il nostro cane, divengono inspiegabilmente ed ingiustificatamente aggressivi.

Altri sintomi sono difficoltà di deambulazione e di masticazione; l’animale fatica a bere, in seguito si arriva alla paralisi ed infine alla morte.

Cura alla rabbia canina

Ad oggi, non esiste una cura efficace contro la rabbia, ma è possibile prevenirla mediante una apposita vaccinazione. Nel 2008-2009 per esempio tra il Friuli e Belluno si è scatenata un’epidemia di rabbia con origine in Slovenia.

Grazie all’opera di vaccinazione di volpi, cani ed animali da pascolo presenti nelle zone a rischio, l’epidemia è stata fermata con successo e da qualche anno non si verificano più casi di rabbia. Il vaccino è obbligatorio in caso di espatrio dell’animale, e va somministrato almeno 30 giorni prima della partenza.

Dott. Adriano Tessariol