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La pica nel cane e nel gatto: cos'è e come si manifesta il disturbo

La pica nel cane e nel gatto: cos’è e come si manifesta il disturbo

La pica è un serio disturbo alimentare, che si manifesta non solo in cani e gatti, ma può presentarsi anche negli esseri umani. Conosciuta anche come picacismo, il suo nome scientifico è allotriografia.

L’espressione di questo disturbo (che ha origini in un profondo disagio psichico e dello sviluppo) consiste nell’ingerire compulsivamente oggetti e sostanze non commestibili. Esempio il vostro cane mangia di tutto in casa anche sassi e sassolini?

Gli animali che ne sono affetti masticano ed inghiottono qualunque cosa: plastica, legno, cuoio, tende, cuscini ecc. Alcuni possono avere “preferenza” per una sostanza piuttosto che un’altra, oppure si può trattare di una tendenza generale ad ingerire qualunque cosa capiti loro a tiro.

L’animale può manifestare i sintomi del picacismo a qualunque età, specialmente dopo aver subito un forte stress o un trauma, ma più di sovente questo comportamento si manifesta sin dalla tenera età.

Nel caso dei cuccioli è possibile che all’inizio il padrone scambi questo comportamento patologico per la normale curiosità e voglia di esplorare tipica della giovane età, ma l‘insistenza e la compulsione dell’evento rende presto evidente che ci sia altro sotto.

Cause del distrubo nel cane e nel gatto

Una causa piuttosto frequente dell’insorgere di questo comportamento è la noia. Un animale costretto a vivere rinchiuso potrebbe trovare asfissiante la sua condizione, e troppo poco stimolante lo spazio a sua disposizione.

Il gatto ad esempio è per natura un animale cacciatore, e nonostante molti felini si adeguino senza troppi problemi alla vita in appartamento, è importante fornire loro occasioni per giocare, arrampicarsi, esercitarsi.

Allo stesso modo, il cane ha bisogno di aria aperta ed esercizio fisico adeguati al suo carattere, fisico e dimensioni, e privarlo di queste necessità equivale a provocargli un fortissimo stress. L’eventuale mancanza di attenzioni poi aggrava una sintomatologia psicologica già difficile da gestire per l’animale.

Un padrone assente, o che interagisce poco con il suo animale domestico rischia di provocare nel suo amico comportamenti disfunzionali, tesi ad attirare la sua attenzione (anche solo con una sgridata!), pur di ricevere qualche stimolo nuovo.

Un altro fattore che spesso favorisce l’insorgenza di questo disturbo è la separazione precoce dalla madre. Un cucciolo allontanato troppo presto dalla mamma infatti non ha avuto tempo di apprendere e perfezionare i suoi comportamenti, così come non è stato da lei adeguatamente istruito su cosa sia commestibile e cosa no.

Attenzione quindi quando si adottano dei cuccioli: ci sono moltissime buone ragioni per non avere fretta ed aspettare che siano pronti ad abbandonare la mamma! Eventi stressanti, forti traumi, cambiamenti improvvisi (cambio di casa, di proprietario ecc), possono anch’essi causare nell’animale uno stato di ansia e stress così forti da sfociare in questo pericoloso disturbo.

Conseguenze della pica

E’ intuitivo come l’ingestione prolungata di materiali non commestibili non possa certo essere fonte di benessere per i nostri amici. La plastica ad esempio è indigeribile, e può depositarsi in stomaco o intestino, causando dolorosi e pericolosi blocchi.

Metalli, intonaco o altri materiali duri rosicchiati o inghiottiti possono lacerare gli organi interni. Anch’essi poi possono favorire blocchi intestinali per cui potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

Materiali come tessuti, fili, nastri ecc causano facilmente soffocamento. Altre sostanze invece potrebbero avere una consistenza “non pericolosa” ma essere tossiche e provocare avvelenamento e morte.

Rimedi al picacismo

La cura vera e propria per la pica può essere solo una terapia di tipo educativo e comportamentale.

E’ tuttavia possibile ridurre i rischi per cani e gatti affetti da tale disturbo, mitigandone gli aspetti più pericolosi per la loro salute.

Ecco alcuni suggerimenti utili:

  • Creare per il cane o il gatto un ambiente stimolante, con giochi e attività che possano distrarlo mentre siamo assenti
  • Dedicare al nostro amico animale più tempo ed attenzioni del solito, per evitare che si annoi e che richiami la nostra attenzione in maniera disfunzionale
  • Eliminare o tenere fuori dalla sua portata i materiali non commestibili per cui mostra chiare preferenze: scarpe, lacci, cuscini ecc. Questo ovviamente non risolverà il problema che temporaneamente. Probabilmente infatti l’animale rivolgerà la sua attenzione su altri oggetti, ma sicuramente è un valido aiuto alla sua sicurezza.