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La tigna nel gatto: la dermatofitosi nei gatti

La tigna nel gatto: la dermatofitosi nei gatti

La dermatofitosi anche chiamata Tigna del gatto, prende il nome dai funghi che la provocano, detti appunto dermatofiti. Si tratta di una malattia che interessa pelle e unghie. Colpisce prevalentemente i gatti, ma il contagio può avvenire anche tra altre specie animali e nell’uomo.

Alcune razze feline possono essere portatrici sane, ad esempio i gatti Persiani o le razze a pelo lungo in genere. L’infezione si trasmette per contatto diretto, oppure tramite spazzole, cucce o trasportini, macchinette tosatrici. I soggetti giovani e gli adulti affetti da FIV o FeLV sono più a rischio di contrarre la dermatofitosi.

Questa malattia non è grave e guarisce spontaneamente nel giro di 3-4 mesi. Tuttavia, considerata la contagiosità, è meglio seguire una terapia anche se il gatto è in buona salute.

I sintomi della dermatofitosi nel gatto

Nel gatto la dermatofitosi può manifestarsi con diversi sintomi, relativi alla cute e alle unghie.
Rispetto alla pelle si evidenziano:

  • Alopecia focale, a volte accompagnata da eritema e/o forfora
  • Dermatite militare, cioè presenza di piccole croste
  • Seborrea generalizzata
  • Acne del mento

Sulle unghie invece si possono presentare:

  • Infezioni (onicomicosi)
  • Secrezioni maleodoranti giallo-marroncine alla base dell’unghia.

I gatti più anziani e/o quelli a pelo lungo frequentemente presentano la complicazione dell’unghia incarnita. Quando non usano le unghie per graffiare o arrampicarsi, i felini le ritraggono all’interno della zampa.

Essendo le loro unghie a forma di mezzaluna, quando crescono esageratamente arrivano al polpastrello, dove possono letteralmente conficcarsi. I sintomi di tale complicazione sono sanguinamento, zoppia, dolore e infezione. Spesso inoltre l’animale è restio al movimento.

Diagnosi della tigna

La dermatofitosi viene diagnosticata attraverso due tipologie di esami: esame microscopico del pelo ed esame micologico. Quest’ultimo è un esame colturale: i germi vengono “coltivati” per individuare con precisione il responsabile dell’infezione in corso.

Cura della tigna

Come precedentemente accennato, la dermatofitosi nel gatto sano guarisce spontaneamente nel giro di pochi mesi. E’ bene comunque somministrare all’animale una terapia per accelerare la guarigione, poiché la malattia è contagiosa. Il trattamento comprende l’uso di farmaci micotici, sia localmente che per via sistemica.

Nei gatti a pelo lungo la tosatura completa rappresenta una buona soluzione. In questo modo infatti si riduce drasticamente la presenza di spore sul manto, accelerando la guarigione. I trattamenti richiedono tempo e pazienza. Il gatto si considera guarito quando due esami colturali a distanza di un mese risultano negativi.

Se il micio vive in casa, è consigliabile decontaminare l’abitazione usando l’aspirapolvere e la candeggina per disinfettare le superfici.

Una volta guarito il gatto e decontaminata la casa, è necessario controllare lo stato del polpastrello. Se l’unghia è incarnita da poco tempo, è sufficiente disinfettare l’area con acqua ossigenata.

Se invece la situazione ha perdurato nel tempo, probabilmente ci sarà un’ulteriore infezione in atto. In questo caso sarà necessaria una terapia antibiotica apposita. L’unghia incarnita infatti se non curata può provocare la necrosi del polpastrello.