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Sindrome del gatto traballante: cos'è l'Ipoplasia cerebellare?

Sindrome del gatto traballante: cos’è l’Ipoplasia cerebellare?

La Sindrome cerebellare è detta anche Ipoplasia cerebellare o, nel linguaggio comune, Sindrome del gatto traballante. Si tratta di una disfunzione cerebrale per la quale il cervelletto fatica a dare i giusti impulsi ai movimenti del gatto.

Il cervelletto si trova alla base degli emisferi cerebrali, ed ha la funzione di coordinare le informazioni inviate dalla corteccia motoria con i reali movimenti del corpo.

Quando il cervelletto è sottosviluppato, questa funzione di controllo e coordinamento è carente, provocando nel gatto sintomi e conseguenze che costituiscono la sindrome cerebellare.

Cause

Le cause di questa sindrome possono essere molteplici, anche molto diverse fra loro. Innanzitutto bisogna considerare la possibilità di una causa congenita, cioè di un feto che in origine porta questa anomalia. Altre cause possono essere:

  • Traumi subiti dalla madre o dal feto durante la gravidanza
  • Traumi subiti dal cucciolo, che inficiano le funzioni cerebrali
  • Toxoplasmosi
  • Gravi malattie virali che infettano e danneggiano il cervelletto, ad esempio la contrazione da parte della madre gravida della gastroenterite infettiva felina.

Sintomi della Sindrome del gatto “traballante”

Come riconoscere la sindrome cerebellare in un cucciolo? Non è sempre semplice: i primi sintomi infatti possono essere confusi con altre problematiche motorie o muscolari. Essi possono essere di diversa intensità, ma è importante sottolineare come non si tratti di una malattia ma di una condizione neurologica. La condizione inoltre non è progressiva né infettiva.

Il gatto affetto da ipoplasia cerebellare non soffre e non sente dolori, semplicemente non ha coordinazione, e deve imparare a gestire il suo corpo ed i suoi movimenti diversamente dagli altri gatti. Un gatto con questa condizione presenterà:

  • Difficoltà motorie, andatura traballante, a gambe larghe e malferma
  • Tremori grossolani del capo quando è agitato o particolarmente concentrato (tremori volontari).
  • Difficoltà a saltare o incapacità di farlo.

Come si comporta un gattino con ipoplasia cerebellare?

Un micio affetto da questa condizione si comporta come tutti gli altri! Non è infatti consapevole della sua diversità, e fondamentalmente non se ne preoccupa. Se non riesce a saltare ad esempio, probabilmente si ingegnerà fino ad affinare le sue tecniche di arrampicata.

Avendo un‘andatura molto malferma, tenderà a camminare appoggiandosi ai muri, ai mobili o agli oggetti. Se cade spesso… semplicemente, si rialzerà. Non sarà in grado di giocare con i comuni giochi per gatti, ma troverà il modo di divertirsi comunque.

Cosa fare in caso di sindrome cerebellare?

Una volta si tendeva a sopprimere subito gli animali con questa patologia, supponendo che non fossero in grado di vivere. In realtà, come abbiamo detto, non si tratta di una vera e propria malattia, quindi non esiste una cura.

E’ possibile però aiutare il gatto a vivere serenamente, e facilitare i suoi movimenti. Non lasciare ostacoli in giro per casa, permettergli di muoversi appoggiandosi alle pareti o ai mobili è ad esempio un buon modo per stimolare la sua autonomia.

Data la difficoltà a saltare, possiamo inoltre facilitare il suo accesso alla lettiera, alla cuccia (se ne possiede una), o ad alcune zone della casa che siano sopraelevate ma non pericolose, come ad esempio il divano. Per fare questo sarà sufficiente predisporre alcune “rampe”, con semplici assi di legno, così che il gatto possa andare dove vuole senza difficoltà.