Naso ed olfatto del cane, cosa sapere?

Naso ed olfatto del cane, cosa sapere?

L’olfatto è un senso sfruttato poco da noi umani. Siamo infatti abituati a catalogare gli odori in buoni e cattivi, senza riconoscerne le mille gradazioni. L’organo predisposto alla percezione di questo senso è il naso.

Attraverso il naso le sostanze volatili entrano nell’organismo. La parte inferiore del naso è ricoperta da sottili vasi sanguigni, la cui funzione è scaldare l’aria in ingresso. La parte superiore invece ospita le terminazioni nervose che trasmettono gli impulsi olfattivi al cervello. Le due fosse del naso sono separate dal setto nasale.

Questo organo dunque svolge due funzioni: la respirazione e la percezione degli odori. Nei cani la capacità di riconoscere le sensazioni olfattive è davvero molto sviluppata.

L’olfatto nel cane

Il cane si potrebbe definire un naso con le zampe. Egli è infatti in grado di distinguere una molecola in mezzo a milioni. Quando annusa, è come se il cane leggesse un libro di istruzioni. Attraverso il fiuto ottiene moltissime informazioni su chi ha lasciato una determinata traccia. Ne deduce l’età, il sesso, se era malato o sano. Quando due cani si annusano il muso o i genitali si stanno presentando e conoscendo.
L’odore della selvaggina viene riconosciuto dai cani a 200-300 metri di distanza; quello dell’uomo fino a 500 metri. Il loro fiuto strepitoso riconosce un sasso toccato da un uomo per pochi secondi in mezzo a una montagna di pietre. Un cane cieco o sordo riesce comunque a vivere una vita normale, mentre uno che ha perso l’odorato si trova sprovvisto del suo mezzo di comunicazione con il mondo esterno.

Il naso del cane

All’interno del naso del cane si trova il cosiddetto organo di Jacobson. Esso è particolarmente vascolarizzato, riceve fibre nervose dal cervello, e mette in comunicazione naso e bocca. Attraverso l’organo di Jacobson il cane è in grado di percepire particolari sostanze, chiamate feromoni. I feromoni forniscono indicazioni precise: dicono se l’altro animale è in calore, se è aggressivo, se è dominante.

La memoria olfattiva del cane gli permette di identificare odori vecchi di settimane, e riconoscerli ancora dopo anni. Pare che la capacità di seguire le tracce sia legata a quella di percepire gli acidi grassi contenuti nel sudore. La finezza olfattiva dei cani supera la nostra di circa un milione di volte.

Conoscere il naso del cane

Ci sono molti luoghi comuni sul naso del cane. Credenze quali naso freddo come assenza certa di febbre o naso asciutto quindi malattia non sono attendibili. Capita spesso che animali malati abbiano un naso perfetto.

Tuttavia è bene tener presente che il tartufo in condizioni normali non è caldo e lucido ma umido. Il cane lo lecca spesso per tenerlo pulito. Bisogna prestare attenzione alle secrezioni nasali (se sono limpide oppure giallo-verdastre), alla secchezza o screpolatura, alla presenza di macchie chiare.

Se c’è il dubbio che le narici siano ostruite, si può posizionare uno specchio davanti al muso. Se si formano due aloni le narici sono libere, in caso contrario si formerà un solo alone. In questa eventualità, meglio portare il cane dal veterinario per valutare il problema.

Malattie del naso e razze predisposte

  • Boxer, Carlino, Shar-pei e Bouledogue francese sono razze brachicefale. Esse hanno la mascella più corta del normale, e soffrono di stenosi delle narici. Questo significa che le narici sono particolarmente strette, e l’aria fatica a passare. Questa difficoltà può portare a conati, respiro rumoroso, tosse, svenimenti, collassi e scarsa tolleranza all’esercizio fisico.
  • Le razze con naso medio-lungo (ad esempio il Pastore tedesco), sono maggiormente soggette all’aspergillosi. Si tratta di un’infezione fungina che parte dal naso ma può diffondersi in tutto il corpo.
  • Tutti i cani nel periodo estivo sono a rischio di inalare corpi estranei. In particolare bisogna prestare attenzione ai forasacchi, ovvero la parte terminale di alcune piante, soprattutto graminacee. Queste particelle vegetali riescono a farsi strada nei tessuti provocando lesioni anche gravi. La loro presenza nelle narici richiede l’intervento del veterinario.
  • Le razze nordiche hanno spesso la zona centrale del tartufo depigmentata. Il fenomeno si chiama “snow nose”, e colpisce in particolare i Retriver.
  • Boxer, Bulldog inglese, Cocker americano sono frequentemente colpiti da ipercheratosi. In questo caso il naso si ispessisce, ed il tartufo appare asciutto e disidratato.
  • Il Pastore tedesco è spesso soggetto a dermatite nasale idiopatica del tartufo. Il naso si presenta ulcerato e con croste.
  • I cani con il tartufo nero sono più spesso colpiti da vitiligine, cioè dalla presenza di macchie bianche. Ad esempio sono soggetti a vitiligine Dobermann, Rottweiler, Pastore belga.