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Le malattie ematiche nel cane

Le malattie ematiche nel cane

I gruppi sanguigni del cane sono classificati per mezzo del sistema DEA (Dog Erythrocyte Antigen). Esistono sei gruppi: 1.1, 1.2, 3 ,4, 5, 7, che possono essere come per gli umani positivi o negativi.

Trasfusioni e possibili reazioni

L’ideale sarebbe conoscere il gruppo sanguigno del nostro cane, perché potremmo averne bisogno in caso di trasfusioni, per evitare reazioni avverse. In realtà, per fortuna la maggior parte delle reazioni cliniche  in seguito a trasfusione di sangue si verifica quando viene trasfuso sangue 1.1 positivo in cani con gruppo 1.1 negativo.

Esse consistono in processi di emolisi, ossia la distruzione/rottura dei globuli rossi. Nel caso degli altri gruppi sanguigni, invece, generalmente non ci sono elementi in grado di determinare reazioni significative in seguito a trasfusioni. Per questo, in caso di urgenza, è comunque possibile eseguire la prima trasfusione “alla cieca”, senza determinare il gruppo sanguigno del ricevente e del donatore.

Questa situazione è di grande aiuto, perché permette di salvare la vita ad un animale senza dover aspettare i risultati della caratterizzazione del sangue, risparmiando tempo prezioso. Una tale procedura non potrebbe mai essere utilizzata su noi umani, poiché il rischio di shock per incompatibilità sarebbe troppo elevato. Nel caso degli animali invece, è addirittura possibile effettuare trasfusioni tra cane e gatto.

Un esempio: nel 2013, in Nuova Zelanda, un gatto è stato salvato da morte certa per avvelenamento grazie alla donazione di un Labrador, senza aver svolto nessun tipo di analisi preliminare. Questo perché i gatti non hanno anticorpi preformati verso il sangue dei cani, quindi la probabilità di reazioni avverse sono davvero molto limitate.

Malattie del sangue e razze predisposte

  • Il Beagle è predisposto alla carenza del fattore VII della coagulazione, necessario per una normale coagulazione del sangue.
  • Dobermann, Pinscher, ma anche Barbone Pastore Shetland sono frequentemente colpiti dalla malattia di Von Willebrand. Essa è caratterizzata dalla deficienza del fattore omonimo, che svolge un ruolo determinante nel processo di omeostasi. Si tratta della coagulopatia ereditaria più frequente in assoluto tra i cani, ed in caso di lesioni provoca sanguinamenti prolungati e/o eccessivi.
  • Il Setter Irlandese, il Pastore Tedesco, il Labrador, il Beagle, il Chihuahua, il Bulldog Inglese e il Barboncino nano sono tra le razze più soggette ad emofilia A. I soggetti colpiti da questa disfunzione possono manifestare prolungati sanguinamenti anche a seguito di traumi lievi, la formazione di ematomi sottocutanei e intramuscolari e zoppia dovuta a emorragie articolari. Altre razze che ne soffrono sono il Collie ed il Retriever.
  • Il Cairn Terrier, invece, è particolarmente soggetto all’emofilia di tipo B (deficienza del fattore IX della coagulazione). Questa forma di emofilia si manifesta prevalentemente nei soggetti di sesso maschile.