Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!

La sperimentazione animale in Italia e in Europa

La sperimentazione animale in Italia e in Europa

Sappiamo bene come spesso gli animali vengano utilizzati come cavie per testare prodotti destinati all’uomo. Vaccini, farmaci, cosmetici, vengono provati su gatti, criceti, cani, maiali, scimmie e topi.

Anche alcuni interventi chirurgici vengono effettuati sugli animali prima di essere usati per l’uomo.

Grazie alla collaborazione coatta dei nostri amici, sono stati possibili progressi nella medicina che hanno aumentato la nostra aspettativa di vita di quasi trent’anni.

Sperimentazione sugli animali in Europa

Dal 2009 in tutta Europa è vietato testare i cosmetici sugli animali. Dal 2013 non è possibile vendere prodotti che contengano ingredienti testati su animali, indipendentemente da dove nel mondo ciò sia accaduto (Art. 18 Regolamento CE n.1223/2009).

Sperimentazione animale in Italia

Grazie al DL 26 del 4 marzo 2014, in Italia è diminuito costantemente il numero di animali utilizzati come cavie. La normativa italiana è più restrittiva di quella europea, anche se discende dalla Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali usati a fini scientifici.

Nel nostro Paese infatti non è possibile usare gli animali per ricerche su sostanze d’abuso quali fumo, droghe, alcool. E’ vietato anche sperimentare xenotrapianti, cioè trapianti di organi tra animali di diverse specie.

Teoricamente questo regolamento avrebbe dovuto entrare in vigore il 1 gennaio 2017. Nella realtà, la la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha prorogato tale data di tre anni (contro i cinque richiesti dai ricercatori per poter accedere a finanziamenti europei).

Le alternative possibili

Il 10 novembre la Direttiva Europea sarà riesaminata, tenendo conto dei progressi nella ricerca di metodi alternativi all’uso di animali. Sarà quindi quella la sede per proporre eventuali modifiche al regolamento, e vagliare le diverse possibilità.

Secondo l’Art. 37, il Ministero della Salute è tenuto a promuovere la ricerca di metodi che non richiedano l’uso di animali, o che li utilizzino in minor numero, con procedure il meno dolorose possibile.

I metodi alternativi dovranno essere validati dall’European Union Reference Laboratory for alternatives to animal testing (EURL testing). Questa istituzione è il Laboratorio di Riferimento dell’Unione Europea per lo sviluppo e la diffusione di approcci diversi che rispettino gli animali. Ogni stato dell’Unione raccoglie e vaglia le proposte dei laboratori interessati alla ricerca. Le idee ritenute idonee vengono poi inoltrate alla Commissione ed al Laboratorio di Riferimento UE per essere riconosciute e validate, e poter essere utilizzate in Europa.