Ipertensione del gatto: cause, sintomi e terapia

Ipertensione del gatto: cause, sintomi e terapia

Cos’è l’ipertensione?. Il termine ipertensione indica l’aumento all’interno dell’organismo di liquidi o gas. In genere questa definizione si utilizza per fare riferimento alla pressione sanguigna, ovvero a quella del sangue nella circolazione arteriosa.

Cause dell’ipertensione felina

Sono molti i gatti sopra i sei anni di età che soffrono di ipertensione: secondo l’ANMVI, circa uno su sei, e ancora di più (uno su tre) se si considerano gli animali che ne soffrono come disturbo secondario, cioè come conseguenza di altre patologie.

Nella maggior parte dei casi la causa dell’ipertensione felina è da ricercare in disfunzioni tiroidee (ipertiroidismo) e/o in condizioni croniche come l’insufficienza renale, condizione comune negli animali più anziani.

Altre possibili cause – fortunatamente più rare – possono essere tumori di diversa natura, come l’acromegalia (tumore che provoca un aumento incontrollato dell’ormone della crescita) o i tumori alle ghiandole surrenali o all’ipofisi, conosciuti come morbo di Cushing.

Conseguenze dell’ipertensione sul gatto

Il disturbo ipertensivo può causare seri danni all’organismo felino, colpendo e danneggiando diversi organi. Ripercussioni ed insufficienze gravi si possono verificare a livello di cuore e reni, ma non solo: se i suoi effetti colpiscono gli occhi, l’ipertensione può portare alla cecità permanente del gatto, come conseguenza di danni alla retina (rigonfiamento e distacco) o di emorragie oculari.

Se invece l’emorragia si verifica in area cerebrale, gli effetti possono manifestarsi nell’area motoria (danneggiamento o compromissione di andatura ed equilibrio), in quella comportamentale (il gatto potrebbe diventare iperattivo o avere atteggiamenti particolari e inspiegabili); l’animale potrebbe inoltre soffrire di convulsioni o, nei casi più gravi, andare in coma.

Diagnosi veterinaria

L’ipertensione viene diagnosticata dal medico veterinario attraverso appositi strumenti, posizionati di solito su una zampa o sulla coda. La procedura non è invasiva né dolorosa, e l’ideale sarebbe ripeterla a cadenza regolare anche in assenza di sintomi evidenti, per evitare che il disturbo venga diagnosticato solo quando eventuali danni (ad esempio la cecità) sono ormai irreversibili. A questo proposito, un altro elemento importante per una diagnosi completa è l’analisi accurata del fondo oculare.

Segnali e sintomi dell’ipertensione: a cosa prestare attenzione

Tra i segnali ed i sintomi che possono farci pensare che il nostro gatto soffra di ipertensione, gli indicatori più evidenti sono indubbiamente quelli relativi agli occhi: il distacco della retina o un’eventuale emorragia oculare sono riconoscibili e costituiscono un importante campanello di allarme anche se, purtroppo, in questi casi la patologia risulterà probabilmente essere già ad uno stadio piuttosto avanzato. Altri sintomi, meno “tipici” e perciò meno immediatamente riconducibili all’ipertensione per un occhio inesperto, sono quelli relativi alle patologie causa dell’ipertensione stessa.

L’ipertiroidismo ad esempio può provocare nel gatto iperattività e perdita di peso, anche se l’animale continua ad alimentarsi con regolarità e anzi a volte con maggior appetito del solito.

Cosa fare se il nostro gatto soffre di ipertensione?

Una volta accertata la patologia, sarà il veterinario stesso a fornirci le indicazioni e le terapie più adeguate per il nostro gatto, anche in relazione al disturbo primario che la provoca. Generalmente vengono prescritti farmaci appositi, la cui funzione è ridurre la pressione arteriosa. Altro elemento importante nella cura di mantenimento è il far seguire all’animale una dieta accurata e specifica, che preveda un basso apporto di sodio. Fondamentali infine sono il costante monitoraggio delle condizioni di salute del gatto, e la misurazione regolare della pressione arteriosa.