Il vomito nel gatto: acuto o cronino

Il vomito nel gatto: acuto o cronino

Con il termine vomito si indica l’espulsione attraverso la bocca del contenuto gastrointestinale. E’ proprio il materiale espulso a differenziare il vomito dal più innocuo rigurgito: il rigurgito infatti ha come oggetto o corpi estranei ingeriti per errore o cibo appena mangiato.

In entrambi i casi si tratta di sostanze che non sono arrivate fino allo stomaco, perciò la loro espulsione non comporta nausea e non implica contrazioni addominali. Il rigurgito infatti è per lo più il sintomo di un disturbo e non un disturbo in sé.

Il vomito si può presentare in due modalità: acuto (cioè episodi sporadici) oppure cronico (cioè episodi ripetuti nel tempo), e può avere diverse cause.

In generale in nessun caso va sottovalutato, tuttavia se si tratta di episodi rari e in linea di massima il gatto ha appetito, si muove, gioca e svolge regolarmente le funzioni intestinali, possiamo non preoccuparci seriamente.

Se si tratta di vomito cronico invece, soprattutto se accompagnato da altri sintomi, potrebbe trattarsi di qualcosa di più serio, ed è quindi doveroso rivolgersi al proprio veterinario di fiducia.

Le patologie sottostanti potrebbero essere gastriti, epatitimalattie infettive, ulcere o tumori.

I sintomi del vomito nei gatti

I sintomi accompagnatori del vomito a cui prestare attenzione possono essere: diarrea, tracce ematiche o di bile nelle urine o nel vomito stesso, perdita di peso, disidratazione, perdita di energie.

Il veterinario visiterà l’animale, si occuperà delle analisi necessarie (del sangue, delle feci e delle urine) e/o di eventuali radiografie o endoscopie, per determinare quale sia la problematica che causa questo fastidioso disturbo al vostro gatto. Una volta individuata la patologia sottostante, sarà sempre il veterinario ad indicarvi la terapia più adatta sia per il disturbo primario che per il vomito.

L’importanza del check-up

Far controllare regolarmente i nostri animali dal veterinario è importante, perché solo in questo modo è possibile monitorare costantemente il loro stato di salute, ed intervenire tempestivamente in caso di malattie insorgenti.

L’ideale è portare il vostro animale dal veterinario almeno ogni anno se si tratta di un soggetto giovane, ed ogni sei mesi per quelli più anziani.

Anche gli esami di laboratorio sono importanti, perché sono gli unici in grado di determinare con esattezza la presenza e la gravità di patologie dei reni, dei muscoli e dell’apparato digestivo, che sono le parti colpite più frequentemente da problematiche di vario genere.

Dott. Adriano Tessariol