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Il collare elisabettiano per cane e gatto: cos'è e cosa serve?

Il collare elisabettiano per cane e gatto: cos’è e cosa serve?

Anzitutto cos’è e a cosa serve il collare elisabettiano? Prende il nome dall’abbigliamento maestoso ed ingombrante portato un tempo a corte, è un ausilio medico. Si tratta di un collare di forma conica che, indossato dal cane o dal gatto, impedisce all’animale di leccarsi o grattarsi le ferite.

Serve quindi in occasioni come interventi chirurgici (ad esempio la sterilizzazione), quando ci sono punti di sutura o ferite che i nostri amici rischiano di danneggiare o infettare leccandosi o grattandosi.

Purtroppo in alcuni casi è indispensabile farlo indossare al cane o al gatto, ed anche se è intuitivo come questo dispositivo risulti per loro fastidioso, va utilizzato per il loro bene.

Cani e collare elisabettiano

Il collare elisabettiano risulta altamente fastidioso per il cane. La sua forma ad imbuto infatti limita la sua visione periferica, anche quando è fatto di materiale plastico trasparente.

A sua volta questa controindicazione rende l’animale timoroso, acuendo il disagio che già prova indossando un simile collare. Inoltre tende a limitare i movimenti delle orecchie, anch’essi utili per orientarsi nello spazio. E’ quindi probabile che l’animale diventi impacciato, si muova con insicurezza, sbatta contro mobili e muri spaventandosi e divenendo ancora più nervoso.

Se il nostro cane riesce a trattenersi dal grattarsi o leccarsi in nostra presenza, possiamo scegliere di farglielo indossare solo quando è proprio indispensabile: ad esempio quando lo lasciamo solo, o nelle ore notturne. In questo modo limiteremo il suo disagio, a patto però che riusciamo realmente a contenerlo e ad evitare che si tocchi dove non deve.

Gatti e collare elisabettiano

Convincere un gatto ad infilare e soprattutto a tenere il collare elisabettiano è sicuramente più complesso. Il gatto risente maggiormente del fastidio di un ausilio così ingombrante, ed è anche più agile nello sfilarselo.

Probabilmente cercherà tutti i mezzi possibili per toglierlo: grattandosi e spingendolo con le zampe, o sfregandosi contro qualunque mobile. Inoltre, riuscire a farlo indossare al gatto potrebbe essere fonte di grandissimo stress per entrambi. Nel suo caso, sarà molto difficile poterglielo togliere anche solo per brevi periodi, poiché difficilmente se lo lascerebbe rimettere.

Meglio quindi assicurarsi di averglielo fatto indossare correttamente, e toglierlo solamente quando è cessata la necessità di indossarlo.

Diversi modelli: pro e contro

In commercio esistono diversi modelli di collare elisabettiano, studiati per minimizzare i fastidi mantenendo la sicurezza dei nostri amici.

Collare classico

ll modello classico – e l’unico disponibile sul mercato sino a pochi anni fa – è il cono in propilene. Si tratta di un materiale plastico trasparente, rigido ed estremamente efficace nell’impedire all’animale di raggiungere con il muso il resto del corpo. All’acquisto il collare è piatto, si arrotola su se stesso per dargli la forma conica.

Viene fissato al collare dell’animale attraverso degli anelli formati da fascette che dovremo prima ripiegare noi. Successivamente i lati del cono si uniscono, chiudendoli con apposite linguette. Far indossare a cane o gatto questo modello è leggermente laborioso, soprattutto nel caso del gatto. E’ necessario prima ripiegare le linguette che formano gli anelli, poi passarvi il collare all’interno.

Successivamente si richiude il collare al collo dell’animale, ed infine si uniscono i lati del cono. Ha il pro di essere resistente e robusto, assolvendo quindi al meglio la sua funzione. Oltre alla laboriosità, il maggiore contro è proprio la rigidezza, che potrebbe infastidire in modo particolare, dato che limita i movimenti e l’equilibrio.

Collare gonfiabile

Il modello gonfiabile è piuttosto ingombrante, e somiglia ai cuscini da viaggio a ciambella che utilizziamo ad esempio in aereo. Ha il pro di non limitare la visuale di cane o gatto, pur assolvendo comunque alla sua funzione.

Sicuramente si tratta di un modello meno invasivo per i nostri animali, ma è leggermente più facile per loro riuscire a sfilarlo. Inoltre risulta meno ingombrante sul muso, ma il suo elevato spessore limita maggiormente i movimenti del collo, obbligando l’animale a tenere la testa praticamente sempre in posizione eretta.

Per un gatto poi non sarà difficilissimo rovinarlo o bucarlo con le unghie, per cui potrebbe essere necessario ricomprarlo più volte.

Collare morbido o in tessuto

. I modelli morbidi (semirigidi) o in tessuto hanno la stessa forma ed ingombro di quelli in plastica, e si indossano per lo più nella stessa maniera. Il loro grande vantaggio è che grazie alla minore rigidezza sono meno fastidiosi.

Se l’animale ad esempio sbatte perché impacciato nei movimenti, non sono particolarmente rumorosi, quindi il cane si spaventerà meno, riducendo almeno in parte lo stress. Il bordo morbido poi minimizza il rischio di lesioni secondarie. Possono inoltre essere lavati, ripiegati e riposti per un eventuale secondo utilizzo.

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Precauzioni e suggerimenti all’uso

  1. Quando indossano collari elisabettiani, gli animali spesso faticano a mangiare. E’ bene in tal caso rialzare leggermente le ciotole di acqua e cibo, in modo da permettere loro di raggiungerle agevolmente nonostante i movimenti impediti.
  2. Un cane o gatto che indossa tale ausilio è probabilmente stressato, infastidito, noioso. Potrebbe richiamare la nostra attenzione più del solito, o comportarsi in maniera strana. E’ possibile anche che diventi solitario ed inattivo, come manifestazione del disagio che prova. Dobbiamo avere pazienza, coccolarlo ed evitare di sgridarlo troppo: cerchiamo di essere un po’ più tolleranti del solito!
  3. Non infiliamo mai le mani nel collare del cane se prima non ci ha visti: potrebbe spaventarsi e diventare aggressivo, anche se non lo è mai stato.
  4. Per quanto riguarda il cane, se in nostra presenza è in grado di trattenersi, possiamo togliere il collare per lasciarlo libero di muoversi. Ricordiamo di rimetterglielo non appena ci allontaniamo o lo lasciamo solo.
  5. Il gatto tollererà meno il collare elisabettiano: meglio metterlo e lasciarlo finché ne ha bisogno, perché una volta tolto difficilmente se lo lascerà infilare di nuovo.

Come indossare il collare elisabettiano

Come si mette è la domanda più frequesnte! Scegliamo un momento di serenità. Avviciniamoci al nostro animale dopo aver eventualmente preparato il collare (montato le asole e piegato le linguette), carezziamolo e coccoliamolo trasmettendogli tranquillità.

Se necessario, soprattutto per il gatto, facciamoci aiutare da qualcuno a tenere l’animale con delicatezza mentre agganciamo l’ausilio al normale collare, cercando di svolgere l’operazione in maniera rapida ma non brusca.

Uniamo poi i lati del cono, sempre coccolando e toccando l’animale con dolcezza. Una volta indossato, lasciamo che il cane o il gatto si abituino a questo nuovo ausilio. Cerchiamo di facilitare i giorni seguenti rimuovendo ostacoli poco visibili, ed intralciando il meno possibile i suoi movimenti. Facilitiamo il loro accesso al cibo ed all’acqua, e prestiamo loro particolare attenzione, con coccole e vizi extra.

Esistono alternative al collare elisabettiano?

In alcuni casi, è possibile ricorrere ad altri mezzi per impedire agli animali di raggiungere con denti e lingua ferite che non possono leccare.

Ad esempio, in commercio sono disponibili appositi calzini o guanti per proteggere piedi e zampe, o è possibile fasciare il dorso o il torace per mantenere al sicuro questi punti del corpo. Bisogna però sempre considerare il carattere dell’animale, la sua tolleranza e la gravità del motivo per cui è richiesto il collare.

Un calzino o una fasciatura si sporcano facilmente o possono bagnarsi, ed andrebbero cambiate regolarmente per evitare che i batteri contaminino la ferita. Inoltre, sia il cane che il gatto potrebbero strappare la stoffa con denti e unghie, raggiungendo la zona proibita.

Non è detto che l’animale, già infastidito e dolorante ad esempio per dei punti di sutura, tolleri l’essere manipolato e “vestito”. In tal caso, seppur inizialmente fastidioso, il collare elisabetta rimane la scelta più sicura.