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Fiori di Bach per cani e gatti: quando e come utilizzarli

Fiori di Bach per cani e gatti: quando e come utilizzarli

Esattamente come noi, anche gli animali provano emozioni: paura, rabbia, tristezza, affetto…

A volte i loro stati d’animo sono facilmente riconoscibili, per esempio il nostro cane che scodinzola venendoci incontro è chiaramente felice di vederci, oppure se si nascondo in un angolo sappiamo che qualcosa lo spaventa.

Altre volte è più difficile interpretare con esattezza quello che cercano di comunicarci, tuttavia è importante imparare a conoscere questo aspetto del nostro migliore amico (cane o gatto che sia), perché anche per gli animali vale la regola secondo cui i malesseri emozionali possono influire anche sullo stato fisico.

Gli umani fanno sempre più spesso a rimedi omeopatici o fitoterapici per contrastare questo genere di malesseri, pochi però sanno che l’utilizzo di queste forme terapiche può aiutare anche un animale. Un esempio perfetto è quello dei fiori di Bach. Vediamo di cosa si tratta e quali sono le loro utilità.

Edward Bach visse a cavallo tra il 1800 ed il 1900. Era convinto che le malattie fossero correlate a stati di squilibrio interiore: eliminando stress, ansie e paure, anche i sintomi fisici da esse provocati scompariranno. Bach studiò e catalogò una serie di piante spontanee che, se combinate in un certo modo potevano avere straordinari effetti benefici sui suoi pazienti.

L’idea è che queste piante siano in grado di aiutare chi soffre di malesseri a livello emotivo a gestire e superare questi stati d’animo, diminuendo così anche le conseguenze fisiche della negatività.
In rapporto agli animali, i fiori di Bach possono servire a diversi scopi:

  • Diminuire nell’animale la paura delle visite dal veterinari
  • Diminuire la paura dei rumori forti
  • Come rimedio contro un eccessivo abbaiare
  • Per superare lo stress della perdita del padrone o di altri compagni animali
  • Per combattere gli stati di stress dovuti alla solitudine
  • Per superare traumi o shok, anche derivanti da maltrattamenti
  • Per favorire l’adattamento dell’animale a nuovi ambienti

Come si utilizzano i fiori di Bach

La somministrazione ad un animale dei fiori di Bach può avvenire in diversi modi: il più semplice è ovviamente per via orale, ma è possibile farli assorbire dalla pelle sotto forma di pomate, o quando sono in gocce cospargerle con un dito nella parte interna delle orecchie.

La scelta dei fiori da utilizzare dipende dalla condizione emotiva che provoca il comportamento su cui vogliamo agire. Se si interpreta male lo stato d’animo su cui intervenire e si scelgono quindi composizioni non adatte a risolvere il vero problema, il comportamento non verrò modificato, ma fortunatamente non vedremo nessun effetto collaterale dopo l’assunzione dei fiori.

In alcuni casi i fiori di Bach possono essere miscelati e combinati tra loro, a seconda delle necessità terapeutiche.

La somministrazione deve essere regolare e continuativa per alcune settimane (almeno tre) prima di vedere qualche risultato concreto, e non esiste una durata del trattamento definita a priori.

Ogni caso richiede tempistiche diverse, a seconda della gravità dello stato d’animo su cui si vuole agire, ma anche del carattere dell’animale.

Data la difficoltà a comprendere con esattezza che cosa provino in un dato momento i nostri amici a quattro zampe, uno dei rimedi a base di fiori di Bach più utilizzato in assoluto è il Rescue Remedy . Si tratta di un “rimedio di emergenza”: una miscela di quattro fiori che agiscono genericamente sulle ansie e sulle circostanze particolari (ad esempio una visita impegnativa dal veterinario). Tale miscela è l’unico rimedio che, per le sue caratteristiche, non viene utilizzata per lunghi periodi e non è indicata per cicli terapeutici duraturi.

E’ possibile dunque curare i nostri animali con la floriterapia, ma prima di cominciare un ciclo di fiori di Bach, è doveroso consultare uno specialista del campo, che sia in grado di riconoscere le necessità del nostro animale, e sappia individuare i fiori o la combinazione corretta, indicandoci tempi e modi di somministrazione, e guidandoci durante tutto l’arco della terapia.