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Demenza senile nel cane, cosa fare e cosa sapere

Demenza senile nel cane, cosa fare e cosa sapere

Anche il cervello dei nostri amici cani invecchia. E come per noi, anche per loro è un periodo delicato della vita. Con l’invecchiamento fisico e cerebrale si ammalano di più e cambiano il comportamento.

Le cellule infatti con l’invecchiamento diventano meno numerose, meno plastiche e meno efficienti nelle funzioni della memoria, dell’emotività e nella capacità di apprendimento.

Tutti questi cambiamenti portano ad una modifica del comportamento dei cani più anziani. Sono meno desiderosi di muoversi, di farci le “feste”, di partecipare alla vita di famiglia, possono essere più irritabili e attaccati alle loro abitudini.

Demenza canina

C’è il rischio che i cani (come anche i gatti) vadano incontro ad un invecchiamento cerebrale “patologico”, simile all’Alzheimer umano con un declino della memoria e delle funzioni cognitive.

Quando ciò si verifica, i nostri animali anziani presentano delle alterazioni comportamentali che possono andare a compromettere la convivenza in famiglia, oltre che la qualità della vita.

Sintomi

Campanelli dall’allarme di un cattivo invecchiamento cerebrale possono essere l’essere esageratamente disorientato, confuso anche in ambienti che conosce molto bene come la nostra casa, può dormire tutto il giorno e di notte abbariare senza motivo.

Può diventare apatico oppure aggressivo, non riconoscere i membri della famiglia di cui fa parte, cambiare abitudini alimentari, bloccarsi davanti alla porta di casa, come se non riconoscesse il posto.

Cosa fare?

Quando notiamo nel nostro cane a partire dai 12 anni in quelli di taglia piccola e dai 7 in quelli di taglia media e grande dei comportamenti riconducibili alla demenza senile, è bene segnalarli al nostro veterinario di fiducia.

È importante poi proteggere e rinforzare la funzionalità del cervello grazie ad esempio all’introduzione di diete equilibrate e adatte alla terza età dei nostri cani, ai sistemi per mantenere attive le funzioni cognitive e mnemoniche dell’animale anziano, contrastando la sua apatia.

Ci sono delle sostanze naturali capaci di proteggere le cellule cerebrali controllando i meccanismi della neurodegenerazione. La loro somministrazione si è dimostrata efficace nel migliorare la memoria e l’attività generale dei cani anziani esaminati e nel ridurre rapidamente i segni cognitivi e comportamentali di un cattivo invecchiamento cerebrale.