Combattere i parassiti: i farmaci antielmintici per cani e gatti

Combattere i parassiti: i farmaci antielmintici per cani e gatti

Il gruppo dei farmaci conosciuti come antielmintici comprende sostanze chimiche anche molto diverse tra loro, che svolgono un’azione antiparassitaria nei confronti di diverse specie di vermi: vescicali, intestinali, cardio-polmonari cause di numerose malattie parassitarie nei cani e le malattie parassitarie nei gatti.

Così come è possibile che cane e gatto siano attaccati da una stessa specie di vermi, accade che alcune larve infestino gli apparati umani.

In particolare, sono esposti a questo rischio i bambini, sia perché il loro sistema immunitario non è ancora completamente formato, sia perché i cuccioli di ogni specie, si sa, tendono a toccare tutto, portandosi poi le mani alla bocca senza aver eseguito una accurata igiene.

Ciò che accomuna tutte le specie di parassiti è che “rubano” le sostanze necessarie alla loro sopravvivenza dal loro ospite, sottraendogli i nutrienti necessari alla sintesi di lipidi, vitamine, proteine, sali minerali ecc.

Gli organi ed i tessuti colpiti dai parassiti vengono danneggiati e traumatizzati, ma spesso l’infestazione diviene evidente attraverso sintomi clinici solo quando è massiva, cioè ad uno stadio avanzato. In generale, l’animale colpito da parassiti presenta sintomi di sofferenza generici, come ad esempio carenza di appetito, minore resistenza fisica, opacità del pelo ecc.

Le caratteristiche farmacologiche degli antielmintici determinano l’efficacia della loro azione sui diversi stadi di sviluppo del parassita: possono colpire gli adulti, le larve o entrambi.

Quando si utilizzano questi farmaci per i nostri amici animali, è importante seguire alcune semplici ma importanti precauzioni.

Innanzitutto, trattandosi di veri e propri preparati farmacologici, è buona norma somministrarli solo su indicazione e sotto il controllo del vostro veterinario di fiducia.

In caso di convivenza tra più animali, è d’obbligo procedere al trattamento simultaneo di tutti i soggetti, per evitare che l’animale non trattato diventi “serbatoio” di parassiti che potrebbero nuovamente contagiare anche gli altri cani o gatti.

Se abbiamo intenzione di far accoppiare la gatta o la cagna, la profilassi va eseguita con circa un mese di anticipo rispetto a quando prevediamo l’accoppiamento, poiché alcuni parassiti sono in grado di infettare i feti.

Mentre per i cuccioli il primo trattamento parassitario è consigliato intorno al mese di vita, per gli animali adulti la frequenza con cui effettuare la cura varia a seconda delle abitudini e dell’ambiente in cui vivono.

Un cane o un gatto che vive in appartamento o comunque che non ha contatto con animali estranei può essere trattato anche ogni due o tre anni; diversamente, se le occasioni di contatto sono più frequenti, è opportuno somministrare gli antielmintici a cadenza annuale, semestrale nel caso dei cani da caccia: all’inizio ed alla fine del periodo di attività.

Per alcuni parassiti, è importante non solo la regolarità della prevenzione, ma anche il periodo dell’anno in cui somministrare i farmaci: il trattamento contro la filariosi cardio-polmonare (una parassitosi diffusa soprattutto nel nord Italia e spesso chiamata semplicemente filaria) ad esempio, deve cominciare con i primi caldi, prima della diffusione delle zanzare, portatrici del parassita responsabile di questa grave malattia.